Quarta edizione di Vincoli Sonori, festival internazionale dedicato alle sonorità klezmer e gypsy, con un ricco cartellone che si snoderà tra Torino, Pinerolo e la Val Pellice; dieci concerti per un viaggio che, alla fine del secondo millennio, in cui l'instabilità delle coscienze e delle cosiddette identità sono all'ordine del giorno, ci racconta in suoni le traversie del nostro modo di essere.
Si comincia a Torino, con una delle formazioni più interessanti della musica gypsy, e che ha infiammato, lo scorso anno, la città di Pinerolo: sono i russi Loyko, che devono il loro nome a Loyko Zabar, il più leggendario dei musicisti zingari in Russia. Con soli tre strumenti – due violini e una chitarra – si ha l'illusione di sentire suonare un'intera orchestra con i suoni e i ritmi della balalaika russa, del bodhrà n irlandese, del mandolino e dell'arpa.
Sempre a Torino, arriverà il Malastrana Duo, ensemble che rilegge la musica klezmer con uno stile personalissimo e molto "italiano": brani della tradizione yiddish più classica e nuove composizioni di autori contemporanei sono proposti insieme per permettere, a chi ascolta, la scoperta o una più articolata lettura di uno degli stili più coinvolgenti della tradizione musicale europea.
Appuntamento d'eccezione è quello con i francesi Bratsch, con un repertorio infallibile per gli amanti della danza, basato soprattutto sulla tradizione dei Balcani e più in generale in chiave ritmica e moderna della melodia tzigana. Le loro canzoni parlano di esilio, d'amore e di tutto ciò che riguarda la cultura vagabonda che da mille anni percorre le strade dell'Europa alla ricerca delle radici comuni dei popoli. Nei loro concerti, musiche rom, sinti, manouche e yiddish, della tradizione bulgara, slava, ceca e slovacca, si fondono le melodie romantiche russe, i ritmi orientali turchi, il jazz e il blues.
Chiudono gli appuntamenti torinesi il Maurizio Geri Swingtet e la Ziroli Winterstein Ensemble. Entrambi proporranno un repertorio che è anche un omaggio al grande Django Reinhardt, uno dei maggiori interpreti della chitarra swing manouche e che influenzò col suo stile tutti i musicisti di questo genere da allora in poi.
Gli appuntamenti proseguono, poi, a Pinerolo, dove si potranno ascoltare i belgi Krupnik, che prendono il nome da una zuppa ebraico-polacca, fatta per lo più d'orzo e funghi, che ogni yiddishe mame cucina in modo personalizzato e che, come la cultura ebraica è allo stesso tempo ricca e diversa ma armoniosa: il loro concerto è una celebrazione di musica yiddish, romantiche canzoni di tradizione ebraico-spagnola, musica e danze da Israele e Yemen; gli Zigana Mama, quartetto di amici provenienti da esperienze musicali differenti (formazione classica, musica antica, rock progressivo, musica etnica), con un repertorio di musiche tradizionali ebraiche e del folklore del vicino est europeo (Macedonia, Grecia, ex Jugoslavia); e, dopo tre anni, torna al festival il Rhapsodija Trio: tangheade argentine e musiche klezmer del ghetto di Varsavia, melodie gitane e musica colta si mischiano nei loro concerti, definiti "dello struggimento", fino ad arrivare alla musica minimale, al nichilismo ed all'insostenibile leggerezza dell'atmosfera rarefatta o incandescente che si respira nelle ultime composizioni del gruppo.
Penultimo appuntamento di Vincoli Sonori: a Luserna San Giovanni ci saranno gli Ogila, provenienti dalla ex-Yugoslavia; il loro nome deriva da un'espressione tzigana che significa "come è l'anima così è la musica". Il loro repertorio rielabora melodie zingare di tutto il mondo, traendo per lo più spunto dalla tradizione tzigana russa e slava, ma anche con brani del folclore balcanico, rumeno, ungherese e andaluso.
Chiusura a Torre Pellice, con Enrico Fink e Amit Arieli, giovani musicisti italiani, le cui famiglie paterne provengono da quella che oggi è l'Ucraina, ampio universo dell'ebraismo dell'Europa centro-orientale, universo dello yiddish e, in musica, del klezmer. Il desiderio di riscoprire questa cultura ha dato vita al Progetto Lokshen: musiche tradizionali ebraiche arrangiate ed eseguite dal gruppo, al cui interno trovano spazio klezmer e canzoni yiddish, ma anche brani tradizionali sefarditi e della liturgia ebraica italiana.