Vincoli Sonori Festival 2010
FILM
UNA DEVOZIONE
A PASSO DI DANZA di Roberto Galante
(doc. Italia 2007, 70’ – v.o. sott. eng.) L’etnia Rom è presente sul territorio calabrese sin dal XIII secolo. Partendo dalla devozione verso i Santi Cosma e Damiano e dai festeggiamenti in loro onore, il documentario apre una finestra su inediti aspetti musicali e sui modi di essere e di sentire di questa minoranza. A Riace, nell'occasione dei festeggiamenti, i residui di due antiche culture, quella Rom e quella contadina calabrese, per secoli sussidiarie ed interdipendenti, ancora una volta si incontrano nello spazio sacro della devozione.
http://www.muzu.tv/IMZ/a-devotion-with-a-dance-step-music-video/18857?country=it
LOPOTT RITMUS
(HIPI-HOPI: IL RITMO RUBATO) di Martin Szecsanov
(doc. Ungheria 2008, 12’ v.o. sott. it./eng.) E se l’Hip Hop fosse nato in Ungheria? Il breve documentario ricostruisce la storia di József Takács e del cortometraggio che girò nel 1974 sull’Hipi-Hopi, antica danza contadina eseguita durante le feste per il raccolto della canapa. Takács cresce in una famiglia dissidente emigrata negli Stati Uniti nel 1956 e, durante gli anni del college, prova a rintracciare questa particolare tradizione popolare ungherese.
http://www.laokoonfilm.com/lopottritmus.html
THE PIED PIPER
OF HUTZOVINA di Pavla Fleischer
(doc. GB 2004, 65’ - v.o. sott. it./eng.) Il documentario ha per protagonista Eugene Hütz, il leader della celebre band gypsy-punk Gogol Bordello, il ragazzo fuggito dall’Ucraina e approdato a New York dove è diventato una star anche grazie ai film Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber e Sacro e Profano di Madonna. Il film nasce da un viaggio della regista Pavla Fleischer a Praga nell'estate del 2004, durante il quale la video maker incontra e si innamora di Eugene Hutz. Stregata dalla sua energia e dalla sua verve musicale, nel tentativo disperato di conoscerlo meglio, decide di realizzare un film su di lui. Pavla, che condivide con Eugene una passione sfrenata per la gypsy music, lo ha seguito attraverso la povertà dei campi Rom dell’Europa dell’Est, fino a Mosca, dove un musicista gitano accusa Hütz di voler distruggere la cultura Rom con il suo punk-rock americano. E si conclude a Kiev, nella casa della sua infanzia, dove la nonna chiede al nipote perché abbia perso l’accento e sembri ormai straniero. Eugene scappò dall’Ucraina dopo aver saputo di Chernobyl su frequenze radio pirata, attraversò tutta l’Europa da profugo, per approdare poi in Vermont ed infine raggiungere New York, dove fondò i Gogol Bordello. Un ritorno nella Kiev «verso cui non sento nessun tipo di relazione mistica. Quel che mi manca sono i Carpazi, dove ho riscoperto le mie radici Rom». - Eugene Hütz -
http://www.thepiedpiperofhutzovina.com/
A JUMPIN’ NIGHT IN THE GARDEN OF EDEN
di Michal Goldman
(doc. USA 1987, 75’ v.o. sott. it./eng.) Per la prima volta in Italia il primo documentario mai realizzato sul klezmer revival, il fenomeno della rinascita delle sonorità ashkenazite sviluppatosi oltre oceano negli anni ottanta del secolo scorso. La regista Michal Goldman mette in luce gli sforzi di due band, la Kapelye e la Klezmer Conservatory Band, per ricostruire la storia perduta dei padri della musica klezmer. Intelligente e spesso umoristico il film contiene rare immagini dei primi noti klezmorim immigrati negli USA come Dave Tarras, Leon Schwartz e Ben Gailing, e documenta il loro incontro con i giovani musicisti che sarebbero diventati le punte di diamante del genere quali Frank London, Henry Sapoznik, Hankus Netsky, Michael Alpert, Judy Bressler, Don Byron, tutti ai loro esordi. “The discovery of Klezmer music is comparable to the uncovering of the tomb of Tutankhamen.” - New York Post -
http://www.folkstreams.net/film,63 |






