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Gretl Köfler - Tiroler Tageszeitung - 22 giugno 1992

Il pubblico, seduto attorno ad una tavolata, partecipa ad una festa molto particolare. A terra, accanto alle tovaglie bianche che coprono la lunga tavolata ornata di fiori, bruciano 150 candele per "Freylekh", lo spettacolo allestito nell'Haller Khurhaus dal Teatrosfera di Torino. La compagnia italiana si è immersa in un mondo sconosciuto e sulle orme di Isaac B. Singer ha camminato attraverso gli shetl ebraici dell’est, dove viveva una società chiusa e patriarcale, con una propria lingua e una propria religione, secondo riti e leggi proprie. 

Gli attori-musicisti rappresentano questo mondo con musiche, danze e racconti. Mettono in scena la propria festa e vi fanno partecipare anche gli spettatori.
Violino, chitarra, fisarmonica e contrabbasso esprimono nostalgia e amore, si applaude, si ride, si danza, viene servito vino e vengono offerti datteri, con l’augurio “Ti sia dolce la vita”.
Ad un tratto il ritmo cresce e i movimenti dei danzatori incalzano. Con le braccia alzate e le teste dondolanti girano in cerchio vorticosamente, dimentichi di se stessi. Poi si avvicinano l’uno all’altro, si fermano, l’enfasi dei loro movimenti li separa, finché la musica arriva al silenzio.