Daniele Bergesio - Giornale della Musica - luglio 2009

David Krakauer e i Besh o droM a Vincoli Sonori. Un'ora abbondate a testa per le due formazioni che riempiono la Balkan Night di Vincoli Sonori. Il festival del torinese dedicato a klezmer e gypsy schiera due pesi massimi dei rispettivi generi contemporaneamente: apre l'americano David Krakauer con il suo rutilante Klezmer Madness!, chiudono gli ungheresi Besh o droM a colpi di urban gypsy.

Giorgio Cotto - Folk Bulletin - novembre 2011

Gioia è lo stato d’animo che meglio descrive le sensazioni provate quando ai primi di luglio ho trovato in un espositore la locandina di Vincoli Sonori. Sebbene in fisica si definisca “vincolo” una restrizione nei gradi di libertà di un sistema, già dalla lettura del programma della sedicesima edizione ho potuto iniziare a pregustare un festival sempre più adulto e capace di esplorare i più diversi aspetti e contaminazioni della world music di impronta balcanica e yiddish.

Edoardo Fassio - Folk Bulletin - novembre 2004

Esordiva nell'estate del 1996 la rassegna Vincoli Sonori, creatura prediletta dell'associazione torinese Sfera Culture, con l'intento di proporre suoni e sensazioni degli universi paralleli zingari e klezmer. Una scelta lungimirante, maturata in un periodo in cui queste tematiche stavano uscendo da ambiti specialistici, riservati ad un numero esiguo di praticanti e di studiosi, per affacciarsi con piena dignità sulla multiforme scena della musica tradizionale.

Maurizio Bongioanni - Glob011 - gennaio 2011

Il 2 luglio 2010 una piccola orchestra si è esibita nel cortile interno di un palazzo in via Fiochetto. Suonavano clarinetti, sax, trombe, tromboni e percussioni. L’atmosfera era afosa e il clima familiare. Era la prima e felice esibizione della Banda nata da Tam Tam, un progetto di aggregazione giovanile realizzato da Sfera Culture nel quartiere di Porta Palazzo.

Gretl Köfler - Tiroler Tageszeitung - 22 giugno 1992

Il pubblico, seduto attorno ad una tavolata, partecipa ad una festa molto particolare. A terra, accanto alle tovaglie bianche che coprono la lunga tavolata ornata di fiori, bruciano 150 candele per "Freylekh", lo spettacolo allestito nell'Haller Khurhaus dal Teatrosfera di Torino. La compagnia italiana si è immersa in un mondo sconosciuto e sulle orme di Isaac B. Singer ha camminato attraverso gli shetl ebraici dell’est, dove viveva una società chiusa e patriarcale, con una propria lingua e una propria religione, secondo riti e leggi proprie. 

Intervista a Giovanni Palmulli, a cura di Roberto G. Sacchi - Folk Bulletin - luglio/agosto 2009

Come è nato e come è cresciuto questo festival, l’unico in Italia dedicato interamente alla musica klezmer e gypsy?
Il Klezmer & Gypsy Festival Vincoli Sonori nasce nel 1996, dopo alcune riflessioni: praticamente fin da quando è nata la nostra Associazione, ci siamo occupati di cultura e musica yiddish, facendole diventare il nucleo centrale di alcuni nostri spettacoli, che hanno ottenuto un buon riscontro di pubblico e di critica. Questo particolare interesse aveva le sue radici nei primi anni ’80: si tornava in Italia, dopo alcuni viaggi di studio compiuti in Polonia, nei tempi in cui c’era ancora con la ‘cortina di ferro’, e tra i vari artisti e gruppi teatrali incontrati, avevamo incrociato alcuni ricercatori che cominciavano a far riaffiorare le sonorità degli sthetl ebraici.

Giuseppe Culicchia (Kofuma)
La Stampa - 21 luglio 2000

La ruota di un carro e un candelabro a sette bracci: niente di più efficace per simboleggiare due popoli come quello zingaro e quello ebraico, da tempo immemorabile accampati ai margini o ghettizzati nel cuore delle città d'Europa. E proprio su una delle strade che portano dal cuore di Torino ai suoi margini, nel cimitero sconsacrato al numero 28 di via San Pietro in Vincoli, si tiene in questi giorni “Vincoli Sonori”, festival di musica klezmer e zingara giunto al quinto anno di età e dunque ancora bambino e destinato a crescere e a darci molte soddisfazioni.

Giuseppe Culicchia
La Stampa - 7 luglio 1999

FAVOLOSA: lunedì sera Torino è stata per un paio d'ore una città favolosa, bastava oltrepassare corso Regina Margherita e il Cottolengo ed entrare in un vecchio cimitero in via San Pietro in Vincoli e sedersi di fronte a un palco illuminato o sdraiarsi sull'erba, circondati dal porticato dove è ancora possibile imbattersi in antiche lapidi funebri, e ascoltare.